Legittimità dell'annullamento in autotutela di una gara d’appalto priva dei criteri premiali sulla parità di genere
Visualizza documento originaleSintesi della Sentenza
Il Consiglio di Stato ha confermato la legittimità del provvedimento con cui il Provveditorato Regionale per il Lazio dell’Amministrazione Penitenziaria ha annullato in autotutela una gara d’appalto per l’affidamento della fornitura dei pasti ai detenuti, a causa dell’assenza, nella lex specialis, dei criteri premiali per la parità di genere. L’appello della società Pastore S.r.l., che lamentava la mancata partecipazione procedimentale e la mancata valutazione dell’interesse pubblico rispetto al legittimo affidamento, è stato respinto. La sentenza afferma che non occorre la comunicazione di avvio del procedimento per l’annullamento in autotutela di una gara in fase ancora non definitiva e ribadisce la discrezionalità dell’Amministrazione nel valutare l’interesse pubblico prevalente.
Spiegazione Dettagliata
Il Consiglio di Stato chiarisce che l’annullamento in autotutela di una gara pubblica è legittimo quando la procedura sia viziata dall’omissione di requisiti legali, come in questo caso il mancato inserimento di criteri premiali sulla parità di genere, imposti dall’art. 108 del Codice degli Appalti e dall’art. 46-bis del Codice delle Pari Opportunità. La decisione sottolinea che, finché non sia intervenuta l’aggiudicazione definitiva, i concorrenti vantano solo una ‘mera aspettativa’ e non un vero e proprio affidamento tutelabile, motivo per cui non è necessaria la comunicazione di avvio del procedimento ex art. 7 l. 241/1990. Inoltre, la scelta tra annullamento totale o parziale della gara rientra nell’ampia discrezionalità della stazione appaltante, sindacabile dal giudice solo in caso di manifesta irragionevolezza o illogicità. Nel caso specifico, l’interesse pubblico al corretto svolgimento della gara, in condizioni di piena legittimità e trasparenza, è stato ritenuto prevalente rispetto all’interesse dei concorrenti al mantenimento della procedura viziata.



