Legittimità dell'esclusione per violazione del divieto di ribasso sui compensi di progettazione in appalto integrato PNRR
Visualizza documento originaleSintesi della Sentenza
Il Consiglio di Stato ha respinto l'appello del Consorzio Stabile Intesa, confermando la legittimità della sua esclusione da una gara d'appalto integrato per la progettazione e realizzazione di infrastrutture di alimentazione elettrica per autobus finanziate dal PNRR. Il Consorzio era stato escluso perché, nei giustificativi forniti a seguito della verifica di anomalia dell'offerta, aveva dichiarato un ribasso del 10% sul compenso professionale dei progettisti, mentre la legge di gara vietava espressamente ogni ribasso su tale voce. Inoltre, le spiegazioni presentate avevano modificato il contenuto economico dell'offerta, violando la lex specialis. Il Consiglio di Stato ha inoltre dichiarato inammissibile l'impugnazione cumulativa di due sentenze di primo grado poiché mancavano i presupposti di identità di situazioni sostanziali e processuali.
Spiegazione Dettagliata
Il Consiglio di Stato, confermando la decisione del TAR Sardegna, ha ritenuto corretta l’esclusione del Consorzio Stabile Intesa, ribadendo che il divieto di ribasso sui compensi professionali dei progettisti, come stabilito dalla legge di gara, è vincolante e non può essere aggirato mediante giustificativi che di fatto riducano questa voce o la confondano con altre voci di costo. La stazione appaltante ha legittimamente escluso l’offerta poiché i giustificativi prodotti, invece di spiegare e confermare la congruità dell'offerta, hanno rivelato una violazione sostanziale della lex specialis (ossia delle regole di gara), compromettendo la trasparenza e la parità di trattamento tra i concorrenti. Il Collegio ha inoltre ribadito i limiti di ammissibilità dell’appello cumulativo in ambito processuale amministrativo: è consentito solo in presenza di identità di oggetto, motivi e parti, condizioni che non ricorrevano nel caso di specie. La sentenza chiarisce che qualsiasi tentativo di modificare, attraverso i giustificativi di anomalia, le condizioni economiche di una offerta in contrasto con il bando di gara comporta legittimamente l’esclusione dell’operatore.
Collegamenti al Codice Appalti
L’articolo 110 del d.lgs. 36/2023 disciplina la verifica delle offerte anormalmente basse nelle procedure di gara pubbliche. Nella sentenza, tale norma è stata applicata per giustificare il procedimento seguito dalla stazione appaltante nella richiesta di spiegazioni sugli elementi di costo dell’offerta del Consorzio e per valutare la serietà e la congruità dell’offerta stessa. L’articolo è stato anche richiamato per confermare che, una volta appurata la non congruità o la violazione della lex specialis, la stazione appaltante deve escludere l’offerta. In questo caso, le giustificazioni presentate dal Consorzio hanno evidenziato una riduzione non consentita del compenso professionale, violando la regola inderogabile del bando e giustificando pertanto l’esclusione secondo i presupposti previsti dall’art. 110.



