Annullamento dell'aggiudicazione per difetto dei requisiti e vizi nel contratto di avvalimento in gara pubblica per servizi di pulizia stradale
Visualizza documento originaleSintesi della Sentenza
Il Consiglio di Stato, Sezione Quinta, ha accolto l'appello di Pissta Group S.r.l., annullando l'aggiudicazione della concessione del servizio di ripristino della sicurezza stradale disposta dal Comune di Lecce in favore di Pronto Strade S.r.l. La sentenza ha riscontrato che la società aggiudicataria non aveva adeguatamente comprovato il requisito di capacità tecnico-professionale previsto dalla lex specialis e che il contratto di avvalimento presentava profili di nullità. È stato disposto il subentro di Pissta Group nel contratto, con effetti ex nunc dalla comunicazione della sentenza. Le spese di lite sono state poste a carico del Comune di Lecce e di Pronto Strade.
Spiegazione Dettagliata
La decisione ha approfondito due principali profili di illegittimità nell'aggiudicazione: (1) Pronto Strade S.r.l. non ha fornito sufficiente prova del requisito di aver svolto, nell'ultimo triennio, servizi analoghi a quelli oggetto dell'appalto a favore di enti pubblici, come richiesto dal bando. Il Consiglio di Stato ha interpretato in senso rigoroso tale prescrizione della lex specialis, specificando che, anche nei casi di 'libero mercato', era comunque necessario un nulla osta o autorizzazione dell'ente pubblico per contabilizzare quei servizi come utili ai fini del requisito. (2) Il contratto di avvalimento stipulato con ACI Global Servizi SPA era nullo, poiché mancava la sottoscrizione da parte del rappresentante dell'impresa ausiliata, in violazione delle prescrizioni di legge. Inoltre, l'ausiliaria non aveva dichiarato il possesso delle iscrizioni richieste all'Albo Nazionale Gestori Ambientali. Non essendo quindi presente il doppio canale di legittimazione, sia in proprio sia tramite avvalimento, la partecipazione di Pronto Strade doveva essere esclusa. La sentenza dispone pertanto il subentro dell'appellante nel contratto, tutelando l'interesse pubblico e i principi di parità di trattamento e certezza delle regole di gara.
Collegamenti al Codice Appalti
Il principio del risultato, codificato nell’art. 1 del nuovo codice degli appalti, è stato richiamato dal giudice di primo grado a sostegno di una lettura 'estensiva' e sostanzialistica dei requisiti, per favorire la massima partecipazione e il perseguimento dell’obiettivo pubblico dell’affidamento. Tuttavia, il Consiglio di Stato chiarisce che tale principio, pur essendo fondamentale e immanente all’ordinamento, non può prevalere sul rispetto rigoroso della legge di gara (lex specialis) e della par condicio: il risultato deve essere perseguito nel rispetto dei principi di legalità, trasparenza e concorrenza. In concreto, il principio del risultato non può giustificare integrazioni o interpretazioni riduttive dei requisiti fissati dal bando, che sarebbero lesive dell'affidamento e della parità tra concorrenti.



