Affidamento in house della gestione del porto turistico e obblighi motivazionali: annullamento delle delibere del Comune di Porto San Giorgio
Visualizza documento originaleSintesi della Sentenza
Il Consiglio di Stato ha accolto l'appello di due società operanti nel settore portuale, riformando la sentenza del TAR Marche che aveva dichiarato inammissibile il loro ricorso contro l'affidamento in house della gestione del porto turistico di Porto San Giorgio a una società partecipata dal Comune. La sentenza stabilisce che le società appellanti avevano legittimazione ad agire, riconosce la fondatezza delle censure relative al difetto di motivazione e all'assenza dei presupposti normativi per l'affidamento diretto in house e annulla le delibere comunali impugnate.
Spiegazione Dettagliata
La decisione si concentra su due principali questioni: la legittimazione a ricorrere delle società concorrenti e la correttezza dell'affidamento in house disposto dal Comune. Il Consiglio di Stato ha ritenuto che le società, in quanto operatori economici interessati, avessero titolo per contestare l'omessa indizione di una procedura di gara pubblica. Ha inoltre stabilito che l'affidamento in house, anche se temporaneo e di durata inferiore a cinque anni, deve essere sempre motivato, giustificato e basato sui presupposti normativi previsti dalla legge. In particolare, l'amministrazione deve illustrare i motivi per cui non è possibile ricorrere al mercato e dimostrare i vantaggi specifici per la collettività. Nel caso concreto, la deliberazione comunale risultava carente di tale motivazione e di istruttoria, per cui le decisioni impugnate sono state annullate. La sentenza ribadisce il principio dell'eccezionalità dell'affidamento in house rispetto alla regola del confronto concorrenziale e precisa che non è prevista alcuna deroga alle garanzie procedurali in relazione alla durata dell'affidamento.



