11/10/2023
Art. 225

Il Consiglio di Stato chiarisce il cumulo dei requisiti di qualificazione nei consorzi stabili negli appalti pubblici

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Sintesi della Sentenza

Il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza del TAR Lombardia, accogliendo il ricorso del Consorzio Ventimaggio contro la sua esclusione da una gara pubblica per carenza di attestazione SOA della consorziata esecutrice. La Corte ha affermato che, alla luce di una norma di interpretazione autentica recentemente introdotta nel Codice dei contratti pubblici (art. 225, comma 13, d.lgs. 36/2023), i consorzi stabili possono utilizzare il cumulo alla rinfusa dei requisiti tecnici e finanziari posseduti dalle imprese consorziate per partecipare alla gara, anche se la consorziata esecutrice indicata non possiede direttamente tali requisiti. Di conseguenza, l’esclusione del consorzio per tale motivo è illegittima e il provvedimento di esclusione è stato annullato.

Spiegazione Dettagliata

La controversia verteva sul corretto ambito di applicazione del cosiddetto "cumulo alla rinfusa" dei requisiti nei consorzi stabili, vale a dire la possibilità di sommare i requisiti di qualificazione posseduti da tutte le imprese consorziate per dimostrare il possesso dei requisiti richiesti dalla gara. Il TAR aveva adottato un orientamento restrittivo, ritenendo che la consorziata esecutrice indicata dovesse autonomamente possedere i requisiti (in particolare l'attestazione SOA). Il Consiglio di Stato ha invece accolto l'appello, valorizzando la novità normativa rappresentata dall’articolo 225, comma 13, del nuovo Codice dei contratti pubblici (d.lgs. 36/2023), che chiarisce in modo vincolante come, negli appalti di servizi e forniture, la verifica dei requisiti deve essere effettuata considerando l’effettiva esistenza degli stessi in capo ai singoli consorziati, anche diversi da quelli designati esecutori in gara. Questa norma – di interpretazione autentica e con efficacia retroattiva – supera il contrasto giurisprudenziale precedente e consente un utilizzo generalizzato del cumulo alla rinfusa per l’affidamento di servizi e forniture. Pertanto, la mancata qualificazione diretta della consorziata esecutrice non può comportare l’esclusione del consorzio aggiudicatario, purché il consorzio nel suo complesso sia in possesso dei requisiti richiesti dal bando. La sentenza ribadisce inoltre la legittimità e la portata retroattiva della norma interpretativa, che mira a garantire certezza del diritto e coerenza alla disciplina degli appalti, senza violare principi costituzionali o l’affidamento delle parti.

Collegamenti al Codice Appalti

Articolo 225

L’articolo 225, comma 13, del d.lgs. 36/2023, rappresenta la norma di interpretazione autentica che chiarisce definitivamente i dubbi interpretativi sull’art. 47 del d.lgs. 50/2016 riguardo al cumulo dei requisiti nei consorzi stabili. Essa consente il cumulo generalizzato dei requisiti posseduti da tutti i consorziati, anche diversi da quelli designati esecutori, nei contratti di servizi e forniture. La sentenza attribuisce carattere retroattivo a questa disposizione, ritenendola idonea a risolvere l’incertezza giurisprudenziale preesistente senza violare i principi di affidamento e legalità, pertanto incide direttamente sulla decisione di annullare l’esclusione del consorzio.

Articoli di riferimento