Annullamento della decadenza dall’assegnazione di suolo pubblico per chiosco balneare: illegittimità della richiesta di pagamento integrale anticipato del canone
Visualizza documento originaleSintesi della Sentenza
Il TAR Latina ha accolto il ricorso del sig. Fabrizio Gallo, annullando il provvedimento con cui il Comune di Sabaudia aveva disposto la sua decadenza dall’assegnazione di una piazzola di sosta per l’allestimento di un chiosco, motivato dal mancato pagamento dell’intero canone di concessione entro un termine perentorio e anticipato rispetto alla stipula del contratto. Il Tribunale ha ritenuto che tale richiesta, e la conseguente decadenza, non trovassero fondamento nella lex specialis di gara e fossero contrarie ai principi generali dell’azione amministrativa.
Spiegazione Dettagliata
La sentenza si fonda sul principio di legalità, che impone alla Pubblica Amministrazione di agire nel rispetto delle regole fissate dalla lex specialis (ossia il bando e i documenti di gara). Il TAR ha accertato che nei documenti di gara non era previsto alcun obbligo per il vincitore di versare il canone di concessione in un’unica soluzione e anticipatamente rispetto alla stipula della convenzione. Inoltre, la diffida al pagamento “ad horas”, ossia con termine scadente alle 12:00 dello stesso giorno, è stata ritenuta eccessiva e in contrasto con i principi di ragionevolezza, proporzionalità e buona amministrazione, dati anche dal Codice degli appalti e dalla Costituzione. Il ricorrente aveva eseguito almeno un pagamento parziale e aveva richiesto la rateizzazione prevista dal regolamento comunale, senza ricevere risposta. Di conseguenza, la decadenza disposta dal Comune è stata ritenuta illegittima, anche per omessa considerazione della richiesta di rateizzazione e per motivazione inadeguata circa l’urgenza di riassegnare l’area. La sentenza riafferma che la Pubblica Amministrazione, specie in materia di gare pubbliche, non può esercitare poteri non previsti dalla normativa di gara né introdurre condizioni più gravose a posteriori, pena la violazione dei principi di trasparenza, imparzialità e tutela dell’affidamento.



