Annullamento dell’aggiudicazione di appalto per carenza dei documenti essenziali sulla clausola sociale e mancata verifica dei costi della manodopera
Visualizza documento originaleSintesi della Sentenza
Il TAR Lombardia ha accolto il ricorso di Eureka S.r.l. contro l’aggiudicazione definitiva dell’appalto per la gestione dei servizi cimiteriali del Comune di Erba a DEPAC Società Cooperativa. La aggiudicataria DEPAC non aveva allegato all’offerta il progetto di riassorbimento del personale e la dichiarazione di impegno per la stabilità occupazionale, obblighi previsti dalla normativa vigente e dalla legge di gara (clausola sociale). Inoltre, la stazione appaltante non aveva proceduto alla verifica di congruità dei costi della manodopera, nonostante il significativo ribasso offerto da DEPAC rispetto ai costi stimati. La sentenza annulla dunque l’aggiudicazione e gli atti collegati, respingendo il ricorso incidentale di DEPAC e dichiarando improcedibile la domanda di subentro di Eureka, poiché il contratto non era ancora stato sottoscritto.
Spiegazione Dettagliata
La decisione del TAR si fonda su due motivi principali: (1) la mancata presentazione da parte di DEPAC del progetto di riassorbimento del personale e della dichiarazione di impegno alla stabilità occupazionale, entrambi qualificati come requisiti essenziali dell’offerta in base al combinato disposto degli artt. 57 e 102 del Codice degli appalti e dalla lex specialis di gara. La carenza di questi documenti non è sanabile tramite soccorso istruttorio e comporta quindi l’esclusione dalla procedura; (2) la mancata verifica, da parte del Comune di Erba, della congruità dei costi della manodopera e dell’eventuale anomalia dell’offerta di DEPAC (artt. 41, 108 e 110). Il ribasso proposto era notevole e inferiore ai costi stimati dalla stazione appaltante, circostanza che imponeva l’attivazione della verifica di anomalia e dei minimi salariali. Il mancato adempimento di tali obblighi comporta l’illegittimità dell’aggiudicazione. Il TAR ha anche ribadito che gli obblighi derivanti dalla clausola sociale, così come previsti dalla normativa e dalla legge di gara, sono inderogabili e che non possono essere assolti successivamente o solo con il comportamento materiale di assunzione ex post, poiché la verifica preventiva della serietà e sostenibilità degli impegni spetta alla stazione appaltante in gara, a tutela dei lavoratori e della par condicio dei concorrenti. Il ricorso incidentale di DEPAC contro l’ammissione di Eureka è stato respinto, in quanto infondato o inammissibile per carenza di valutazioni amministrative sulle offerte non aggiudicatarie.
Collegamenti al Codice Appalti
Richiamato per la disciplina sull’obbligo di applicazione dei contratti collettivi nazionali di settore: la stazione appaltante deve indicare il CCNL applicabile e può accettare CCNL alternativi solo se garantiscono tutele equivalenti. È stato sollevato nel ricorso incidentale da DEPAC contro Eureka, per contestarne la dichiarazione di equivalenza, ma la doglianza è stata ritenuta inammissibile in assenza di una valutazione amministrativa sull’offerta non aggiudicataria.
Invocato in merito all’obbligo della stazione appaltante di individuare e separare i costi della manodopera nell’importo a base d’asta e regolare la trasparenza nella determinazione dei costi. La sentenza sottolinea che il notevole ribasso operato da DEPAC sui costi della manodopera (pari a euro 630.000,00 rispetto ai 747.278,50 stimati) avrebbe dovuto attivare la verifica di congruità e sostenibilità dell’offerta.
Menziato fra i motivi aggiunti dalla ricorrente, si ricorda che disciplina l’esclusione automatica delle offerte anomale nei contratti sotto-soglia, ma la sua diretta applicazione non risulta centrale nella motivazione della sentenza, trattandosi di appalto sopra-soglia. Tuttavia, il principio che la verifica di congruità può essere obbligatoria in presenza di offerte basse è stato valorizzato.
Centrale nella decisione: impone l’inserimento di clausole sociali nei bandi e negli inviti, chiedendo espressamente l’assunzione di misure per la stabilità occupazionale come requisito necessario dell’offerta. La sentenza qualifica la mancata presentazione del progetto di assorbimento e dell’impegno formale come mancanza di un elemento essenziale dell’offerta, sancendo l’esclusione di DEPAC.
Rilevato a fondamento della legittimazione della Comunità Montana come Centrale Unica di Committenza, titolata a bandire la gara per conto del Comune di Erba. Viene solo ricostruito il contesto della gara, senza impatto diretto sui motivi di accoglimento.
Richiamato per descrivere il corretto utilizzo della procedura aperta per l’appalto, ma non incide sulle ragioni di accoglimento del ricorso; serve a illustrare il quadro procedurale.
Assume valore determinante: impone che nei bandi e inviti agli operatori economici sia richiesto l’impegno a garantire la stabilità occupazionale del personale e l'applicazione dei CCNL di settore, con obbligo di verificare la credibilità degli impegni dell’aggiudicatario. La sentenza vi si fonda per affermare che tali obblighi e le relative dichiarazioni sono elementi essenziali dell’offerta, la cui mancanza comporta l’esclusione.
Invocato a proposito dell’obbligo della stazione appaltante di valutare la congruità dell’offerta che appaia anormalmente bassa, anche in relazione ai costi della manodopera dichiarati. Il TAR rileva che la P.A. non ha attivato la verifica di anomalia nonostante sussistessero elementi che la imponevano (ribasso rilevante sui costi di manodopera), dichiarando illegittima l’aggiudicazione.



