26/08/2025

Attribuzione del punteggio premiale per la certificazione di parità di genere ai consorzi di imprese artigiane nelle gare d’appalto

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Sintesi della Sentenza

Il TAR Umbria ha accolto il ricorso di AR.Co. Lavori contro l’aggiudicazione di una gara pubblica, annullando i relativi atti e dichiarando inefficace l’eventuale contratto stipulato. La controversia riguardava il mancato riconoscimento, da parte della commissione giudicatrice, del punteggio premiale previsto per il possesso della certificazione di parità di genere, attribuito solo qualora le imprese consorziate designate esecutrici ne fossero titolari, escludendo invece il consorzio ricorrente che ne era in possesso. Il TAR ha affermato che, nelle gare pubbliche, il soggetto concorrente è il consorzio, e che le certificazioni premiali devono essere valutate in capo al consorzio stesso, non alle singole consorziate esecutrici, anche nel caso di consorzi di imprese artigiane. Di conseguenza, il TAR ha disposto la rinnovazione della graduatoria e la revisione dell’aggiudicazione.

Spiegazione Dettagliata

La sentenza chiarisce la natura e la rilevanza dei consorzi nelle procedure di gara pubblica, ribadendo che il consorzio è il reale interlocutore della stazione appaltante, mentre le consorziate indicate per l’esecuzione restano soggetti interni all’organizzazione del consorzio. Per questo, i requisiti premiali, come la certificazione per la parità di genere, sono riferibili al consorzio stesso. Il TAR motiva la decisione facendo riferimento al meccanismo del 'cumulo alla rinfusa', secondo cui i requisiti delle consorziate si considerano in capo al consorzio e viceversa, riconoscendo che tale regime si estende anche ai requisiti premiali come la certificazione di genere. La sentenza valorizza anche la funzione pro-concorrenziale dell’avvalimento, inclusa la sua versione 'premiale', e la necessità di soluzioni ermeneutiche che amplino la partecipazione e l’efficacia dei valori sottesi alla normativa europea. Il mancato riconoscimento dei 2 punti per la certificazione di genere al consorzio è stato quindi ritenuto illegittimo, portando all’annullamento degli atti della gara.