Rigetto del ricorso su aggiudicazione gara di vigilanza armata presso l’Università di Roma Tor Vergata
Visualizza documento originaleSintesi della Sentenza
Il TAR Lazio ha respinto il ricorso di Urbe Vigilanza S.p.A. avverso l’aggiudicazione dell’appalto per la vigilanza armata presso l’Università di Roma Tor Vergata in favore di Coopservice S.p.A. Il Tribunale ha dichiarato irricevibili per tardività i motivi aggiunti presentati dalla ricorrente e rigettato nel merito tutte le censure relative alla valutazione delle offerte, alla composizione della commissione, al metodo di attribuzione dei punteggi e alla trasparenza delle procedure. L’istanza di accesso agli atti è stata dichiarata improcedibile perché la documentazione era già stata resa integralmente disponibile. Le spese di lite sono state compensate tra le parti.
Spiegazione Dettagliata
La decisione del TAR è motivata dalla valutazione puntuale di tutte le doglianze della ricorrente. In primo luogo, il Tribunale ha accertato che la piattaforma telematica SDAPA ha correttamente messo a disposizione dei concorrenti, già il 16 aprile 2025, l’offerta tecnica integrale dell’aggiudicataria, facendo decorrere da tale data il termine per eventuali impugnazioni; i motivi aggiunti, notificati il 13 giugno 2025, sono quindi risultati tardivi. Sul merito del ricorso introduttivo, il TAR ha ritenuto legittima l’attribuzione dei punteggi, rilevando che Coopservice aveva assunto un formale impegno all’uso di divise certificato Ecolabel e che la coesistenza con altri marchi (OEKO-TEX) non contrasta con la legge di gara. Anche l’organizzazione della continuità del servizio e le misure di welfare sono state valutate congruamente dalla commissione, senza violazioni dei criteri di trasparenza o proporzionalità. La composizione della commissione è stata ritenuta conforme al Codice degli Appalti, valorizzando la competenza anche pluriennale dei membri nel settore degli appalti pubblici. Infine, il diritto di accesso e la trasparenza sono stati rispettati tramite la pubblicazione tempestiva dei documenti sulla piattaforma. Il ricorso è stato dunque rigettato e la compensazione delle spese si è giustificata con la complessità della procedura.
Collegamenti al Codice Appalti
L’articolo 36 è stato applicato per valutare la correttezza delle procedure di accesso agli atti di gara. Il TAR ha ritenuto che la stazione appaltante avesse adempiuto agli obblighi di trasparenza e ostensione mediante la tempestiva pubblicazione integrale dei documenti di gara sulla piattaforma SDAPA, nei termini previsti dalla norma (10 giorni dopo la comunicazione di aggiudicazione per la rimozione degli omissis). Di conseguenza, il termine per impugnare decorreva da tale pubblicazione e l’istanza di accesso successiva è stata dichiarata improcedibile perché priva di interesse attuale.
L’articolo 93 è stato richiamato per la verifica della corretta composizione della commissione giudicatrice. La ricorrente sosteneva la mancanza di specifica competenza settoriale, ma il TAR ha chiarito che la norma richiede un’adeguata esperienza nei contratti pubblici e non una rigida specializzazione nel settore della vigilanza privata. La commissione risultava composta da figure con esperienza negli appalti di servizi e nelle procedure affini, in conformità ai requisiti di professionalità e trasparenza stabiliti dall’articolo 93.



